Gnegnet ha perso tempo alle 02:42 di domenica, 22 novembre 2009
Allora piccola persona di due anni siccome faceva i capricci (ha lanciato mezza pizza in faccia a piccolo pans, che ha detto: piccola persona non si lanciano le pizze, e piccola persona l'ha guardato malissimo, severamente) allora io le ho detto vieni che ti do una bella cosa.
Come molti di voi sapranno, quando dici questa frase è la fine. Cosa cazzo puoi trovare di bello in un ristorante? Le pizze le hai già lanciate, le forchette le hai già fatte cadere tutte, hai già versato l'acqua nel tiramisù, minghia, inizia a diventare difficile.
Quindi ho trovato un librino di vini, e piccola persona di due anni mi ha fatto capire a gesti che dovevo spiegarle cosa fossero le immagini (il gesto sarebbe tirarmi il mento). Ma nelle prime 34 pagine non c'erano figure. Nelle restanti 30, erano riprodotte delle interessantissime, e se dico interessantissime credetemi, etichette di vini.
allora, questa è l'uva.
uva.
queste sono delle bambine. (la primavera di botticelli)
bambine.
questo è un bicchiere.
acqua.
sì, diciamo di sì, volendo.
(sorriso)
questa è sempre uva. so' etichette de vini, so' noiose.
noiose.
sì. continuo?
sì.
che bello. questa è una bottiglia. sarà una meta-etichetta.
(silenzio)
e questo è un... è... è un... mio dio, ma che è?
(silenzio)
cosa può essere? un antano, a occhio.
ntano.
sì.
Ma che era? Mi sento sempre in colpa quando gliela incallo.
Inoltre tendo tragicamente a dirle bugie inutili, tipo:
- Papà.
- Papà non c'è è andato a fare la pipì con il suo amico, quindi non ci puoi andare (papà è a farsi un cannone, fuori, ma il fuori è accessibile, il cesso degli uomini no).
- (la madre) Sarà una bugia che inciderà sulla sua sessualità?
- Po' esse'.
- Papà.
- Papà è fuori a fumare (ma comunque sempre col suo amico).
- (sorriso)
Gnegnet ha perso tempo alle 02:06 di sabato, 21 novembre 2009
La frase della musica itagliana che più odio è: "com'è difficile fermarsi e dire: preservativo", inoltre ormai sono sicura di aver trovato la ricetta della felicità. ovviamente mica la dico a voi. mapperò posso dirvi quello che con la felicità non c'entra nulla. faccio la lista, come sul diario del liceo, che poi all'ultimo anno nessuno se lo compra più e scrive sui quaderni pigna, anzi sui fogli strappati dei quaderni pigna, insomma, avete capito.
1) mal di denti trascurato
2) lamentarsi lamentarsi
3) pretendere
4) aspettarsi
5) stare a dieta
6) il filo interdentale
7) il Natale
8) lavorare
9) il Comic Sans
10) finire sigarette notte fonda
11) to be on a deadline
12) guidare sapendo di non avere benzina
13) il rosa
14) i sali da bagno
15) giorgio armani
16) i pois
17) kinder bueno bianco
18) scottature
19) Terni
20) il cellulare
21) windows Vista
22) i soldi
23) la penna rossa
24) il mio ginecologo
poi continuo, ora devo andare a leggere sul Venerdì l'articolo sulla mejo gioventù nera de Roma, che pure questo no, non c'entra molto con la felicità.
Gnegnet ha perso tempo alle 15:25 di mercoledì, 18 novembre 2009
Gustave Caillebotte, Les raboteurs (1875)
Gnegnet ha perso tempo alle 00:56 di venerdì, 13 novembre 2009
David Lynch e Isabella Rossellini - fotografia di Helmut Newton (anno ?)
Gnegnet ha perso tempo alle 01:33 di sabato, 07 novembre 2009
Cose iniziate oggi e non finite perché ho la febbre e mi rode il culo (TANTISSIMO) e non riesco a fare nulla mmh dio che odio come vorrei avere la suina almeno avrei qualcosa da raccontare, invece no, non sono andata nemmeno incoppaaltelegiornale:
- iniziato a leggere libro uno
- poi libro due
- iniziato lavoro uno
- aperto file word per lavoro due
- "basta mi compro la macchinetta fotografica nuova sì lo so cazzo sono una consumista di merda e produco consumo crepo ma è uguale, mi annoio" (macchinetta non acquistata)
- dài, leggo Repubblica (nemmeno aperto)
- mi leggo la guida di Roma e mi faccio un itinerario di cose che vorrei vedere (questo un po' ho resistito. Tipo sui cinque minuti)
- mi faccio la doccia (ma poi solo bidet)
- mi lavo i capelli (ah, no, ho la febbre)
- mi vedo un film (dimenticato computer in ufficio - qui no film)
- cucino (ho scaldato la pasta di ieri)
DIO, CHE ENORMI ENORMI PALLE
ma voi che fate quando state male
eh?
eh.
Uffa mapperò.
Gnegnet ha perso tempo alle 22:30 di mercoledì, 04 novembre 2009
Gnegnet ha perso tempo alle 02:20 di martedì, 03 novembre 2009
Ho tragicamente letto il tentativo di libro più brutto della storia dei tentativi di libri, con le note a margine di amica B. che dopo le prime tre pagine ha iniziato a scrivere:
- Ma porca di quella puttanaccia.
- Ah vabbè, ok. Se lo dici tu.
- [Bestemmia]
- Ma che schifo diomio.
- E ora pagine e pagine di questa stronzata, me lo sento.
- Iddio ci salvi.
Una cosa drammatica.
Drammatica.
Riassumo di corsa (forse ho la suina, non so se ve l'ho detto, quindi poi devo andare a morire): il dottore non mi pare ti abbia detto di scrivere; leggi di più. Anzi, leggi; come ha detto Grazia Cherchi, "[...] ricordare infine l'età a cui esordì come romanziere Daniel Defoe: sessant'anni".
E poi, sospirando, pensi a Franzino:
Il manoscritto giunse nel 1920 nelle mani di Max Brod, amico di Kafka, che lo valutò come la più grande opera dello scrittore. Brod esaminò il manoscritto, eseguendo alcune piccole modifiche per compensarne le lacune, e contrariamente alla volontà dell'autore, che desiderava che l'opera fosse bruciata dopo la sua morte, pubblicò il romanzo nel 1925.
Gnegnet ha perso tempo alle 23:50 di lunedì, 26 ottobre 2009
Oh, nessuno lo avrebbe mai creso (soprattutto pans, che quello si ricorda i giorni in cui devo andarci e mi dice oh domani è lunedì, gettandomi così nell'ansia), ma sto andando con regolarità ad acquaginnastica. praticamente è bello, anche se l'insegnante mi guarda male perché ogni volta che devo fare gli esercizi senza toccare continuo ad affogare, allora ogni tanto appoggio una gamba e lei dice hai appoggiato la gamba? io no no, invece non è vero! L'ho appoggiata! Ma che cazzo, non sono mica udinì, abbella. L'unica cosa è che per terra nello spogliatoio ci sono i capelli, e io quando vedo dei capelli vomito, e mi sono fatta tutto un film che andavo dal capo della palestra e gli dicevo senti che schifo ci sono i capelli, e lui mi cacciava. Che poi nessuno a me pare si schifi per i capelli. sarà quella faccenda del pittipittume, non so. Ah poi oggi mi sono scordata le mutande e sono tornata a casa senza (mi vergognavo anche se nessuno avrebbe mai potuto notarlo)(diomio, spero) ma forse questo ecco, non dovevo dirlo.
Ma passiamo ad altro.
Volevo dirvi la ricetta della torta amica carota. Oggi ho fatto l'apple crumble ma devo ancora perfezionarlo, quindi dovete aspettare. Questa torta alle carote è buona, puoi fare finta che è dietetica (non è vero, c'è il burro, lo strutto e i teschi di morto) e rifilarla ai vegetariani/obesi/mangiatori light (omettendo gli ingredienti).
Cosa vi serve:
- 3 etti di carote
- 3 uova intere
- mezzo bicchiere di olio di semi
- 200 g di zucchero
- 250 di farina
- 60 g di mandorle tritate per l'impasto
- mezzo limone
- una bustina di vanillina
- una di lievito
- pizzico di sale
- granella di mandorle per decorarla
- miele
(ancora? no, no, ho finito)
Come si fa:
è 'na cazzata! Allora. Lava le carote, puliscile, tagliale a julienne,corte. Mettile in una terrina e lasciale lì, non si offenderanno. Poi procedi come quando fai il classico ciambellons: in un'altra terrina metti lo zucchero e i tuorli e gira col frullino. A questo punto mi preme dire che odio quelli che nei siti di ricette ti dicono butta tutto nel mixer, imburra la teglia e inforna. Ma come butta tutto... io... a me piace usare il frullino... ma allora così so' bboni tutti... no il tritatutto no! Insomma voi invece dovete frullinare, perché io non ho il tritacoso. Poi setacciate la farina (se non la setacciate viene male, la dovete setacciare) e mettere nel composto di zucchero e uova. Gira, gira. Rifrullina. Aggiungi l'olio, la vanillina e il lievito. Gratta il limone (prima lavalo, altrimenti ti viene la mononucleosi!). Rifrullina. A parte, montate a neve gli albumi con un micropizzico di sale. Incorpora al primo impasto. Gira. Se rifrullini subito, ti schizza addosso la qualsiasi e poi puzzi di uovo. Aggiungi le carote e le mandorle. Integlia (cosa?) in una teglia imburrata. Forno a 180° per 40 minuti circa, se avete un forno potente, altrimenti un'ora e intanto vi leggete Guerra e pace in allegria.
Quando è pronta, dopo che avete aperto il forno settundici volte e controllato con lo stuzzicadenti quello lungo da spiedino, sfornate e lasciate freddare un momento. Poi spalmate un cucchiaino di miele sulla superficie e polverucolatela con le mandorle tritate rimaste (ve lo avevo detto che dovevano essere due mucchietti, no?). Poi fate freddare e mangiate. Sembrerà una grande camilla, ma senza i conservanti.
Consiglio:
molti mi scrivono, prima ancora di leggere il post eh, e mi chiedono come vanno tagliate le carote per fare questa torta. Guarda, all'inizio io anche avevo paura di mettere delle carote in una torta, invece la scienza culinaria sa il fatto suo. Le carote si ammosciano e sputano acqua, quindi nella torta si scioglieranno. Voi tagliatele a julienne sottili e non lunghissime, che quelle poi lo sanno come devono fare.
Gnegnet ha perso tempo alle 21:52 di martedì, 20 ottobre 2009
Chi (chi?) all'idea di lavorare da casa non guarderebbe il cielo con occhi sognanti, chi all'idea di non avere sveglie naziste al mattino non direbbe: datemi una penna che firmo col mio stesso proprio sangue? Tipo io. Certe volte lavoro lunghi periodi da casa, questo quando non sono disoccupata, intendo. Lavorare da casa all'inizio è bello. Saltelli firulìllando da una stanza all'altra, alle 16.00 sei ancora in pigiama di flanella e vestagliaccia, fumi senza sosta, mangi quando vuoi, puoi addirittura permetterti, che ne so, di lavarti i capelli durante la pausa pranzo. Sì, all'inizio ti godi quelle calde ore serali quando nel tepore del piumone pensi: ma lo sai che c'è, io leggo fino alle quattro tanto sticazzi se domani mi sveglio dieci minuti dopo, poi recupero la sera. Sì, certo. Ma il lavoratore casalingo non è quasi mai a conoscenza, durante il primo periodo, delle insidie che invece una casalinga di voghera sa già da tempo. Ad esempio se ti viene un periodo no, sono cazzi tuoi. Il periodo no è quel periodo di sindrome premestruale perenne 24 h non stop, durante il quale sei nervoso agitato deconcentrato stufo stanco della vita incazzato annoiato e avresti solo bisogno di contatto umano, di calore, di parlare di depilazione, di fare una battuta su repubblica.it. Allora chiami l'amico e gli dici Oh, vieni a pranzo, e l'amico viene, ma se l'amico può permettersi di venire a pranzo significa, molto probabilmente, che è disoccupato, quindi niente repubblica.it e no depilazione ma solo birillate sulle palle e lacrime e disperazione e narrazioni angoscianti. Oppure, ci sono quei giorni che dici no vabbè, ma oggi però mi alzo mi vesto scendo faccio colazione al bar poi a pranzo vado a fare acquagym (ah, poi vi devo parlare di acquagym. State tranquilli, non penso che resisterò più di due mesi, poi ritorno normale eh!). Soprattutto mi vesto, eh, Gnè. Invece poi ti alzi apri le finestre e dici Fa freddo, e allora via di vestaglia di flanella e via di bialetti e via di acquagym alle 20.10.
Che poi, sono tre settimane che faccio questa vita e già sono insofferente. Pensa la casalinga di Voghera. Sì, vabbè, qualcuno dirà, ma mica preferirai prendere l'autobus andare in ufficio ecc ecc? Mah, famo tre settimane e tre settimane?
Per compensare la feroce inutilità di questo post (e di tutto l'archivio), volevo scrivere qui che ho iniziato acquagym, quella cosa che fanno le vecchie nei cleb mediterranè. Durante la prima lezioni ho mentito dicendo che mi reggo a galla benissimo anche per parecchi minuti di fila senza posare i piedi a terra, che sarebbe anche vero se solo durante quei minuti tu non mi chiedi di fare sette capriole mortali, un balletto e tre verticali senza mani. Comunque ecco, lo dico senza vergogna, stavo anche annegando e ho bevuto un paio di litri di acqua però ho fatto la vaga e ho continuato imperterrita al ritmo di una canzone disco, specchiandomi e guardandomi con la cuffia in testa, cuffia di bruttezza quasi unica, e chiedendomi: perché?
Gnegnet ha perso tempo alle 23:40 di lunedì, 12 ottobre 2009
Siccome sono 12 ore che sono al computer per dovere, ho ben pensato di fare 13 e pensare al piacere. Piacere? Vabbè, avete capito. Non ho nulla di particolare da dire, se non che stamattina ho scoperto che c'è tutta una parte della rete eccitata per la storia di simona ventura con o senza mutande, che pare che durante un suo programma si sia un po' vista la fiocchella ma non si capisce se è una fiocchella o se sono mutande color fiocchella allora lei indignata ha risposto Senza mutande io? In televisione le porto sempre.
Mi sono molto interrogata su questa risposta, che risposta è? Ma anche che domanda è? Ma chi è simona ventura? A me simona ventura mi fa schifo, lo stesso tipo di schifo che mi fanno dolce&gabbano, lapo, quello che presenta i materassi che è decaduto ma negli anni Ottanta era semi-famoso (nome formattato), maurizio costanzo, le veline, il regista di Striscia la notizia, tuti quelli che presentano Striscia la notizia, tutti quelli a cui piace Striscia la notizia. Come fai a vedere Striscia la notizia? Il gabibbo esiste ancora? Il gabibbo è una di quelle invenzioni sfortunate che palesemente dovevano durare solo una settimana, invece se lo so' trascinato per anni, non se ne può più.
Perché esistono diversi tipi di schifi. Ad esempio, io odio bred pitt e angelina joli. Mi stanno sul culo fortemente, loro e quel circo barnum finto alternativo che si portano appresso. però non li odio come odio simona ventura. Poi c'è l'odio per Nano, anna la rosa, bruno vespa, barbara berlusconi, socci, belpietro, ecc ecc ecc. Ecc. Questo è altro tipo d'odio.
Poi ci sono gli odi miei personali condivisi da poche persone, o che comunque non sono motivati da qualcosa di lampantemente (ehhh?) oggettivo. Ad esempio, mi stanno sul cazzo madonna, gli u2, chiambretti, quella coi capelli lisci neri che fa la pubblicità del crodino, intimissimi, come azienda proprio, il ramarro verde sulla scatola dei sofficini. Non mi sta sul cazzo beionsè, non mi sta sul cazzo maurisa laurito, arbore un po' sì, frassica no, cacao meravigliao la so tutta a memoria.
ad esempio a me uolter ueltroni mi sta simpatico, non riesco ad odiarlo. nello stesso tipo di simpatica di uolter rientrano, ma a livelli molto molto più elevati: piero angela, guzzanti, leo ortolani, d.f. wallace, il mio professore di greco del liceo a.d.c. (più elevati, ho detto).
Poi ci sono tanti altri sentimenti, tante altre sfumature, ci sono quelli che mi fanno pena tenerosa: giovanotti nel corso degli anni non ha mai abbandonato il primo posto di questa lista, un giorno di questi gli spedisco un trofeo - un enorme mano che fa pat pat - e sotto ci scrivo primo premio di tutti i tempi della vita di Gnegnis come personaggio che suscita in lei la pena tenerosa, che non è una cosa offensiva, cioè forse un po' sì, ma comunque è sempre un premio.
Ma la persona che mi sta sicuramente più simpatica e che sicuramente non odio è pans quando ha gli attacchi di caviglia ballerina e cade in continuazione e dà la colpa del suo deficit motorio alle scarpe con la suola liscia, e cade e ricade e tutti i passanti lo scherzano.
[Vuoi mettere pans con simona ventura? Tzè.]